Il giornalista Carratelli ha curato l’autobiografia di Tullio Pironti, nella quale egli narra il percorso da scugnizzo nato nel cuore antico di Napoli (via Tribunali) a pugile (40 incontri, convocato nella Nazionale italiana Pugilato, pesi Welter) e infine librario ed editore. Il volume, arricchito della prefazione di Fernanda Pivano, contiene sedici ritratti di Salvatore Ciaurro.
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Vi racconto di me, della guerra a Napoli e dei bombardamenti, di me scugnizzo su un ring improvvisato di piazza Miraglia con Mangiafuoco arbitro.
Vi racconto il DDT in polvere che gli americani ci spruzzavano addosso, del castagnaccio di mia madre che vendevo alla Ferrovia, dei giornaletti e della bancarella di libri di piazza Dante.
Vi racconto di miseria nera e di Michele Pironti, ministro di Grazia e Giustizia, arrestato dai Borbone assieme a Luigi Settembrini e Carlo Poerio.
Vi racconto gli anni in cui facevo il pugile in Nazionale con Nino Benvenuti e di come smisi dopo quaranta combattimenti e un brutto KO.
Vi racconto incontri straordinari.
Con la leggendaria Fernanda Pivano e un camorrista latitante; l’amicizia con Federico Fellini e i pastori di Leonardo Sciascia; Giulio Andreotti e Petra Krause; Ben Jelloun, Raffaele Cutolo, e il suo braccio destro Enzo Casillo detto ‘o Nirone; il premio Nobel Naghib Mahfuz e il giapponese che fece a pezzi e mangiò la donna amata; il giornalista Joe Marrazzo e Manella Argiento, il re dei borseggiatori; Giuseppe Tornatore e il dissociato della camorra Nunzio Giuliano; Joseph Beuys e Lucio Amelio; Monika, figlia di Thomas Mann e il suo grande amore per Antonio, il pescatore caprese; Giulio Einaudi e Peppe Picone, il rapinatore sfortunato.
Vi racconto una vita, da scugnizzo a editore, vita corsara, libri scomodi, cause miliardarie per diffamazione tutte vinte. Un manoscritto di Licio Gelli comprato e mai pubblicato e subito dopo un arresto dai risvolti incredibili. Libri come cazzotti.
Vi racconto…
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TULLIO PIRONTI, napoletano, ha iniziato l’attività editoriale nel 1972 con il libro-reportage La lunga notte dei Fedayn scritto dal giornalista Domenico Carratelli all’indomani della strage di atleti israeliani e sequestratori palestinesi durante le Olimpiadi a Monaco di Baviera.
I suoi avi iniziarono l’attività libraria dopo la persecuzione subìta nel regno borbonico da Michele Pironti, magistrato, imprigionato insieme a Luigi Settembrini, Carlo Poerio e altri patrioti, che fu poi ministro della Giustizia dopo l’Unità d’Italia.
Tullio Pironti ha proseguito l’attività del padre e del nonno; da editore ha fatto conoscere in Italia autori stranieri divenuti poi famosi come Don DeLillo, Bret Easton Ellis, Raymond Carver, il Premio Nobel egiziano Naghib Mahfuz.
Particolare eco riscuotono tuttora i libri-reportage di David Yallop, John Cornwell, Philipp Willan, Leopold Ledl, Richard Hammer, sulle clamorose vicende finanziarie del Vaticano e sulla morte di Papa Luciani.
Fra gli autori italiani l’editore Pironti annovera Giuseppe Marrazzo, dal cui libro Il camorrista sul bandito Raffaele Cutolo (e relative complicità) venne tratto un film di successo; e, più di recente, Fernanda Pivano con Dopo Hemingway, serie di saggi sulla letteratura nordamericana degli anni ruggenti per l’impegno pacifista e libertario, accompagnata dalla biografia - anche per immagini - della famosa scrittrice e traduttrice.
Da "Il Mattino " del 13 marzo 2009
I pugni di Pironti, un sogno americano
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Da "Il Corriere del Mezzogiorno " del 13 marzo 2009
Pironti, l'americano: esce negli States
«Libri e cazzotti», la sua autobiografia
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