Una famiglia americana nella Napoli ferita dal terremoto del 1980. Marito, moglie e quattro figli: lui, Jay Lulucita, è uno dei funzionari incaricati di coordinare gli aiuti internazionali alle popolazioni colpite; lei, Barbara, ha poco più di quarant’anni ed è stanca di un matrimonio che a suo vedere ha perso vigore; i quattro ragazzi (il più grande ha diciassette anni) sono tutti svegli, curiosi e attenti.
Neanche il tempo di avventurarsi sui Quartieri Spagnoli, e Jay subisce uno scippo rovinoso. Si mette male, questa storia.
Ma poi, a poco a poco, i Lulucita imparano a conoscere una città bella e terribile, che respinge ma sa anche accogliere e sanare.
Il romanzo si muta così in una sorta di rapsodia sorretta da uno stile elegantissimo, che nella varietà ammirevole dei suoi registri (la pagina sa anche accogliere squarci di schietta comicità) fa dialogare fra loro antico e moderno, giovinezza e maturità, maschile e femminile.
Al fondo di tutto, la convinzione che sotto il sole gli uomini – quale che sia la loro nazionalità – sono tormentati dalle medesime domande, le stesse che ci fanno vivere e morire.
Due anni fa il romanzo si è guadagnato una nomination per il Premio Pulitzer!
Nel 2009 il romanzo ha ricevuto una "Honorable Mention" dalla London Book Fair
John Domini, scrittore americano più volte premiato, ha al suo attivo due raccolte di racconti e
due romanzi: Earthquake I.D. (Terremoto napoletano, 2007) e A Tomb
on the Periphery (2008), entrambi ambientati a Napoli. Collaboratore del «New York Times», della «Paris Review» e di altre importati riviste, Domini
ha insegnato letteratura e scrittura creativa alle università di Harvard, Boston,
Chicago, Nortwestern. Attualmente insegna alla Grinnel University.
www.johndomini.com/ |

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