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Forse è un record mondiale, certamente si tratta
di un fenomeno culturale e giornalistico impressionante. Lui, Gunter
Wallraff, tedesco di Colonia, l' ha fatto: per due anni e mezzo
si è trasformato in operaio turco. Senza documenti, senza
casa, senza danaro, ha diviso la sua vita con i paria del benessere
tedesco. Solo per scrivere un libro. Quanti di noi sarebbero capaci
di vivere per due anni con un'altra identità, di calarsi
senza rete in un inferno di miseria rinunciando agli agi del proprio
status?…
L'esempio più agghiacciante è quello del ricco "caporale",
il procacciatore di lavoratori turchi, che accetta entusiasticamente
di raccattare un po' di schiavi da far infilare nel condotto di
una centrale atomica in cui è avvenuta una fuga radioattiva.
Le centrali nucleare, simbolo della potenza, del benessere della
società tecnologica, pretendono le loro vittime sacrificali:
lavoratori turchi da mandare al massacro. E non ci sono problemi,
le vittime sacrificali esistono, basta pagare.
Genere: Romanzo autobiografico di impegno
civile.
Apparato didattico: il testo si presenta
con schede informative, che arricchiscono le conoscenze sulle migrazioni,
sulle ragioni delle moderne migrazioni, sulle politiche migratorie,
sull'Islam, sull'antisemitismo, sul razzismo e sugli stereotipi
derivanti. Le attività didattiche completano l'impianto,
aiutando il lettore a sviluppare compiuti processi logici, mediante
domande-stimolo e schemi di sintesi.
Tema dominante: il razzismo e la xenofobia
nei loro aspetti più difficili da estirpare: quelli camuffati
dall'ipocrita perbenismo di una nazione opulenta. Una nazione che
consente ancora scritte murarie del genere: " Basta con gli
esperimenti sugli animali, usate i turchi".
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